Se anche tu provi a staccare la testa e dopo pochi secondi sei già a pensare a qualcos’altro… sei nel posto giusto.
Io ci ho provato. Ho provato a svuotare la mente.
Non ci riesco.
Riesco a staccare da ciò che può essere una cosa negativa solo con qualcosa che mi prende davvero.
Ma a quel punto diventa un’ossessione. E non penso ad altro.
Non smetto di pensare. Cambio solo argomento.
Perché non riesci a smettere di pensare
Come per tutti, la mia principale fonte di pensieri (spesso negativi) è il lavoro, come raccontavo anche in “Perché viviamo tutti stanchi“. Porto a casa i problemi e le esperienze negative e lascio che influenzino la mia giornata.
Ho bisogno di qualcosa che faccia cambiare direzione al mio cervello quando timbro l’uscita.
Cosa fare? Beh come tutti mi rifugio sugli hobby, un’attività che mi “rapisca” e spenga quei pensieri che mi porto a casa.
Ma poi perdo il controllo. Mi lascio prendere dalla passione del momento. E quello che doveva essere un’attività di svago diventa una nuova ossessione.
Il sentimento che mi spinge è: “non so quando avrò ancora tempo, quindi meglio finirla adesso”.
E questo vale per qualunque cosa, che si tratti di un libro, un LEGO, un videogioco, un progetto di bricolage…
Non mi godo il momento, penso solo al fatto che il tempo libero è poco ed è l’unico che ho.
Non mi rilasso. Cambio solo ossessione.
Un po’ come succede la sera, quando pensiamo di riposare ma in realtà ci anestetizziamo. La sera non riposiamo: ci anestetizziamo
Il falso mito: svuotare la mente non funziona
Tutti parlano di svuotare la mente. Ma se c’è una cosa che ho capito è che la mente non si può svuotare.
Provare a cancellare i pensieri, o meglio, le sensazioni che ci trasmettono è solo frustrante.
Sarebbe come dire di smettere di pensare: tu ci riesci?
Quello che ho capito è che è più facile distrarsi, spostare l’attenzione da qualcosa che ci trasmette negatività a qualcosa che invece ci appaga.
Quindi non devo svuotare la mente. Devo darle una direzione.
Quando la distrazione diventa ossessione
Cosa succede se però la distrazione diventa ossessione?
Ti faccio un esempio che mi è capitato.
Come molti ragazzi nerd che hanno superato i 30 (ma forse l’età non conta) sono sempre stato affascinato dai LEGO, soprattutto quelli grandi, composti da centinaia di pezzi.
Li ho sempre evitati come la peste per via del costo esorbitante, ma ultimamente me ne sono concesso un paio.
Cos’è successo? Che hanno finito per stancarmi.
Il motivo è semplice: nel momento in cui avevo tempo per dedicarmi ai miei mattoncini finivo per non pensare ad altro finché non terminato l’intera costruzione. Avevo un giorno libero? Perfetto! Colazione e iniziavo. Nel primo pomeriggio avevo già finito set da 1000-1300 pezzi.
Mi ero divertito? Per niente! Non facevo altro che aprire le istruzioni e assemblare come fossi stato una macchina.
Questo fenomeno l’ho riscontrato in tante cose: dalla lettura, al bricolage.
Quando qualcosa mi prende, mi ci butto a capofitto. Ogni attimo libero. E non solo: sacrifico altre cose pur di terminare quello che ho iniziato. Lo stesso meccanismo di cui parlavo in “Non sei stanco: sei sovraccarico”.
Non è solo una questione di finire un progetto ma anche di incertezza di quando potrò ritornarci sopra.
Immancabilmente finisco per non godermi il tempo che sto passando con il mio hobby e quando termino il progetto non mi lascia nulla.
Il problema non è trovare qualcosa che mi distragga. È non trasformarlo in un’altra ossessione.
La soluzione: autocontrollo, anche nelle distrazioni
Ho capito quindi che devo vivere il mio hobby come un viaggio, senza correre per arrivare ma godendomi la strada che sto percorrendo.
Non ha senso dire: “da oggi ogni secondo in cui non lavoro devo leggere, perché leggere mi distrae dal lavoro”.
Come diceva mio padre quando ero piccolo: il gioco è bello quando dura poco.
E aveva ragione.
Non devo fare di più. Devo fermarmi prima.
È proprio quando sai che il tempo scarseggia che dedichi tutto te stesso per goderti il momento.
Non dobbiamo vivere una distrazione con l’ansia che finisca. Come non dobbiamo trovare tempo per essa anche quando non ne abbiamo pur di farla durare di più.
Qui entra in gioco l’autocontrollo. Organizzare il proprio tempo (come spiego meglio in “Come organizzare la propria vita”), tenendo conto degli impegni ma anche del riposo e dello svago, senza sforare continuamente la tabella di marcia.
Poi ci saranno le volte in cui ti dirai “ancora 5 minuti”. E ogni tanto è normale cedere purché rimanga ogni tanto.
Non serve spegnere la mente. Serve smettere di inseguirla.
