Ci sono momenti al lavoro in cui non c’è niente da fare.

Nessuna coda. Nessun urgenza. Tutto è sotto controllo.

E invece di stare bene… mi sento a disagio.

Un disagio nato da una crescita personale e professionale basata sulla produttività. 

Se non produci, stai sbagliando.
Se non fai niente, sei inutile.
Se non hai nulla da fare… trovati qualcosa da fare.

Uno dei motivi per cui viviamo tutti stanchi, te ne ho parlato nel mio articolo.

Cresciuti a pane e produttività

Quando ero piccolo, a volte mi piaceva seguire i miei genitori per vedere cosa stavano facendo. 

Magari erano impegnati nelle faccende domestiche o in un loro passatempo.

Io non facevo nulla. Osservavo. 

E loro mi dicevano “Non star lì a far niente, vai a giocare!”.

Sento ancora questa frase dai genitori odierni, come se per un bambino fosse sbagliato non fare niente. Come se su un qualche manuale ci fosse scritto che anche il bambino deve riempire ogni minuto della sua vita a fare qualcosa di ben determinato: giocare, dormire, mangiare…

E crescendo, quando non sapevo cosa fare, arrivava la soluzione: “Non sai cosa fare? Studia.” Anche quando avevo già finito tutto.

Questo concetto ce lo siamo portati avanti nella crescita, dall’infanzia, alla scuola e infine al lavoro.

Ci hanno insegnato che il valore del tempo dipende da quanto produci.

Fuori dal lavoro non abbiamo pietà per noi stessi

Questo concetto di produttività me lo porto anche a casa, nel mio tempo libero.

Se ho qualche ora libera o un weekend di riposo, non riesco a stare fermo. Devo riempirlo.

Questo concetto è diverso dal discorso riposo passivo o riposo attivo di cui ti parlavo nel mio precedente articolo.

Si tratta di una sensazione di malessere nel sapere che sto per avere a disposizione del tempo per me ma non so come riempirlo. Perché devo per forza fare qualcosa!

Mi ritrovo davanti a un bivio:

  • o lo riempio con qualcosa che mi fa stare bene
  • oppure faccio cose che “dovrei” fare, anche senza voglia
  • oppure, peggio, faccio qualcosa a caso pur di non stare fermo

Ed è proprio quest’ultimo caso il peggiore!

Passo la settimana a pensare a cosa fare in quel giorno libero. E più si avvicina, più cresce la frustrazione. Poi arriva… e non riesco a godermelo.

Allora il problema non è il lavoro. È l’idea che abbiamo del tempo.

Te ne ho parlato anche nel mio precedente articolo: La sera non riposiamo: ci anestetizziamo.

Non siamo fatti per essere sempre produttivi

Prova a fermarti un attimo e chiederti: se oggi non dai il 100%, cosa succede davvero?

Se fai meno degli altri, sei davvero un problema? O è solo una sensazione?

Non siamo macchine. Non possiamo essere sempre al massimo.

Ogni giorno hai un’energia diversa. E va bene così! Non tutto merita il tuo tempo.

Perché non sei solo. Tu, come chi ti circonda, vivete un malessere allo stesso modo.

Se ogni momento deve essere produttivo, quando smetti… ti senti sbagliato.

Author

Sono Francesco e ho creato Vivere Stanco come spazio per dare un nome a quella sensazione che molti conoscono bene: essere sempre stanchi, anche quando sulla carta dovremmo sentirci bene. Qui scrivo di vita vera, stanchezza moderna, lavoro, tempo che scappa, viaggi che cambiano prospettiva e tentativi concreti per ritrovare più lucidità e presenza nelle giornate. Non ho formule magiche, ma il desiderio di raccontare in modo onesto quello che vivo e quello che sto imparando lungo il percorso.

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