Per tutta la vita sono stato etichettato come una persona pigra.

Eppure mi impegno nel lavoro, dopo il Covid mi sono dedicato allo sport, fino ad arrivare a correre una maratona. Al lavoro dedico tutto me stesso e spesso faccio anche più del necessario per puro senso del dovere.

Ma sembra sempre mancare qualcosa.
E vengo etichettato comunque come “persona pigra”.
Col tempo ho iniziato a crederci anch’io.

La questione è sempre stata un nervo scoperto per me, il fatto di essere chiamato pigro mi ha sempre infastidito perché dentro di me sapevo che non era vero.

Quindi perché gli altri sono convinti che lo sia? 

Nessuno stimolo se non sono obbligato

Quando mi sono iscritto all’università è successo qualcosa.

Per la prima volta non ero più obbligato a fare nulla.

E senza una struttura, senza qualcuno che mi imponesse delle scadenze, mi sono perso.

Non era pigrizia. Era mancanza di direzione.

Questo modo di vivere mi ha fatto rifiutare qualsiasi forma di autodisciplina. E così ero motivato ad andare al lavoro solo per un motivo: ero obbligato a farlo.

Piano piano ho abbandonato gli studi. Mi sono convinto che studio e lavoro erano incompatibili per il tipo di impiego che avevo e l’indirizzo di studio che avevo scelto.

Poi sono cresciuto.

È arrivata la corsa.

E ho iniziato a vedere il problema sotto un’altra luce.

Nessuno stimolo senza un obiettivo

Il mio entrare nel mondo della corsa è stato sempre per obiettivi graduali.

  • I primi 10km
  • La prima gara
  • La prima mezza maratona
  • La prima maratona

Ogni volta c’era un obiettivo da raggiungere e una consapevolezza che se non mi fossi allenato non sarei riuscito a raggiungerlo. 

A quel punto mi sono detto: “Nessuno mi obbliga a correre, posso restarmene sul divano come ho sempre fatto. Allora cosa mi spinge a farlo con così tanta determinazione e disciplina?”.

Avere un obiettivo. Questo fa la differenza.

Ecco perché mi sento una persona pigra: perché se non ho un obiettivo non ho uno stimolo. 

Essere pigri o produttivi?

Per anni ho pensato che il problema fosse questo: non ero abbastanza produttivo, quindi ero pigro.

Ma ho capito che non è così semplice.

Ognuno di noi è in grado di fare più o meno cose in un determinato tempo. Questo non significa che fare meno ti renda pigro.

Può darsi che chi fa più di te sia più esperto e quindi più veloce. Oppure lo fa in modo superficiale e il tuo lavoro è di qualità superiore.

Essere pigri non vuol dire non fare abbastanza.

Stessa cosa vale per la nostra quotidianità. 

Abbiamo tutti 24 ore al giorno. Tolto il lavoro dobbiamo gestire il tempo che abbiamo nel migliore dei modi, senza inseguire il mito del tempo libero.

Ma per farlo davvero non dobbiamo esagerare. Semplifichiamo la nostra giornata eliminando l’inutile e individuando ciò che conta davvero.

Così facendo possiamo sentirci soddisfatti di esserci posti degli obiettivi quotidiani e averli raggiunti. Senza fatica e senza troppi sacrifici.

Forse non siamo pigri. 

Siamo solo pieni di cose che non vogliamo davvero fare.

Per anni ho cercato di essere meno pigro.

Oggi sto cercando qualcosa di diverso: essere meno complicato.

Author

Sono Francesco e ho creato Vivere Stanco come spazio per dare un nome a quella sensazione che molti conoscono bene: essere sempre stanchi, anche quando sulla carta dovremmo sentirci bene. Qui scrivo di vita vera, stanchezza moderna, lavoro, tempo che scappa, viaggi che cambiano prospettiva e tentativi concreti per ritrovare più lucidità e presenza nelle giornate. Non ho formule magiche, ma il desiderio di raccontare in modo onesto quello che vivo e quello che sto imparando lungo il percorso.

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