C’è una cosa che faccio sempre. Appena qualcosa mi piace… inizio a prenderla troppo sul serio.
Ne divento ossessionato. E inizio a dedicarci ogni secondo che ho.
Che sia un LEGO, un videogioco, un libro o un progetto di bricolage. Quando inizio, non vedo altro.
E smette di essere un passatempo. Diventa un progetto. E da lì cambia tutto.
La mente non si svuota (leggi l’articolo in cui ne parlo).
Devo finirlo a tutti i costi, migliorarmi e a volte cercare anche (inutilmente) di monetizzare.
Dall’hobby al progetto: quando lo svago diventa ossessione
Dall’hobby al progetto la differenza è netta ma invisibile se non ti fermi a pensarci.
Nel primo caso abbiamo un passatempo, un’attività che mira a svagarci e a staccare il cervello dal rumore quotidiano.
Il progetto è solo altro rumore. Dobbiamo pensare, programmare, progettare. E finiamo per ottimizzare ogni secondo.
Non pensiamo più a divertirci ma al risultato. Non ci godiamo più il viaggio. Pensiamo solo ad arrivare.
A quel punto non ci stiamo più rilassando. Stiamo cercando di fare bene e di farlo in fretta.
E finiamo di essere in sovraccarico.
Quando perdi di vista il vero obiettivo
La causa di questo fenomeno è perdere di vista l’obiettivo, ovvero quello dello svago, di scaricare lo stress.
Siamo talmente abituati ad essere produttivi e ad ottimizzare tutto che anche ciò che dovrebbe solo farci stare bene finisce per diventare benzina sul fuoco.
L’ossessione crea una scarica di adrenalina.
Ci prende.
Ci spinge a finire.
E quando lo terminiamo ci lascia solo l’amaro in bocca. Perché ci rendiamo conto che alla fine non era nulla di importante.
Quel libro che doveva svoltarci la vita… era solo un romanzo.
Quel progetto di bricolage… una scatola decorata male.
Quel LEGO… finirà su una mensola a prendere polvere.
E non avendo prodotto nulla di utile ci sentiamo di aver solo sprecato il nostro tempo.
Perdiamo completamente di vista l’obiettivo, ovvero quello di apprezzare qualcosa non tanto per il risultato finale ma perché la stiamo facendo.
Se anche lo svago diventa un dovere
Se anche lo svago diventa una prestazione, non abbiamo più nessun posto dove fermarci davvero.
Finiamo per accumulare solamente doveri, obiettivi e stress nel doverli raggiungere (o nel non averli raggiunti).
Entriamo in un loop: cerchiamo di scappare, ma non sappiamo più da cosa. E alla fine la stanchezza vince e non riusciamo più a trovare un modo per riposarci.
Se tutto deve servirti a qualcosa, non ti resterà più niente che ti faccia respirare
Non tutto quello che ami deve essere utile
Spesso ti dicono che quello che ami non deve essere utile. Ma non è nemmeno questo il punto.
Perché come ti ho già raccontato nei miei articoli, anche il riposo (inteso come scaricare lo stress mentale) è un passaggio fondamentale nelle nostre giornate tanto come mangiare e dormire. Ed è proprio qui che sta l’utilità.
Non devi trasformare ogni passione in un progetto. Alcune cose devono restare inutili. È proprio per questo che ti fanno stare bene.
Non è la quantità.
Non è la velocità.
Non è il risultato.
È riuscire a fare qualcosa senza pensare a niente. Lasciare fuori il rumore senza crearne altro. Perché non tutto merita il tuo tempo.
Non devi pensare al risultato. Devi restare dentro a quello che stai facendo.
